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Aprire un ristorante vegetariano, cosa serve sapere

Negli ultimi anni, chi per scelte etiche e chi per scelte salutistiche, abbiamo assistito ad un incremento di vegani e vegetariani in Italia. Su questa scia molti ristoratori hanno deciso di ampliare la propria offerta o di aprire un ristorante vegetariano

Aprire un ristorante vegetariano, l'iter burocratico

Per aprire un ristorante vegetariano l’iter burocratico da seguire è lo stesso previsto per un ristorante tradizionale:

  • Requisiti professionali per la somministrazione di alimenti e bevande (diploma Alberghiero o equivalente): avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalla regione; avere, per un periodo stabilito dal regolamento regionale di riferimento, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attività d’impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale; essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti
  • Requisiti tecnico-sanitari della struttura (documentazione HACCP, agibilità)
  • Presentazione SCIA in Comune
  • Iscrizione al Registro delle Imprese in Camera di Commercio (Comunicazione Unica)
  • Posizione INAIL e INPS.

One Global C consiglia, al fine di dare maggiore credibilità al locale, di dotarsi anche di riconoscimenti delle associazioni che promuovono e tutelano la cultura vegetariana e/o vegana.

Aprire un ristorante vegetariano, i numeri oltre le mode

Il Rapporto Eurispes del 2019 attesta il numero complessivo di vegetariani e vegani, in totale in Italia, al 7,3% (+0,2% rispetto al 2018). Dal Rapporto Italia Eurispes emerge che tra meno di quaranta anni un italiano su due sarà vegetariano

In quest’ottica in cui i vegetariani sono in aumento, i gestori dei ristoranti stanno cominciando a rendersi conto del fatto che consumare velocemente un pasto fuori casa per un vegetariano, come può accadere in pausa pranzo, si trasforma spesso nel doversi accontentare di mangiare quasi sempre un panino con la verdura o un piatto di verdure grigliate (il sempreverde dei ristoratori italiani), lasciando poche possibilità di scelta al povero malcapitato. 

Sta diventando necessario dunque prendere in considerazione una fascia di consumatori che ricerca piatti alternativi, saporiti e sani senza eccedere in carboidrati o ripiegare sulle solite verdure grigliate. Non solo, negli ultimi anni a causa della globalizzazione stiamo assistendo ad una crescente offerta di prodotti ortofrutticoli variegati e multietnici. Questa situazione ha creato un parterre di clienti curiosi e aperti a provare nuovi gusti e sapori, non solo tra i vegetariani ma in generale tra gli onnivori.

Per prevedere l’investimento d’apertura e i costi per aprire un ristorante vegetariano, per conoscere le attrezzature e gli impianti necessari e per progettare al meglio la gestione di un ristorante vegetariano, contattaci per una bozza di progetto e un preventivo gratuiti.

Aprire una pasticceria senza glutine, mode e consigli

Da qualche anno ormai il mercato sta rispondendo alla crescente richiesta di prodotti senza glutine che, dopo aver conquistato gli scaffali dei supermercati, sono sbarcati nei ristoranti, nei bar e nelle pasticcerie. Per alcuni è una moda ma per altri è un’esigenza vitale. Ma partiamo dalle basi per aprire una pasticceria senza glutine.

Celiachia e prodotti senza glutine

Chiariamo innanzitutto che la celiachia è un’intolleranza permanente al glutine e non di passaggio; è quindi obbligatorio eliminarlo dalla propria alimentazione se si è celiaci.

Il glutine è una proteina che è presente nel frumento, nella segale, nel farro, nella spelta, nel triticale, nel kamut, nel grano greco e nel seitan. Un alimento per poter essere definito gluten free non deve contenere più di 20 ppm (20 mg/ Kg) di glutine.

In Italia il Ministero della Salute stima che i celiaci, cioè quelli allergici al glutine, siano l’1% della popolazione, cioè circa 600 mila persone, mentre in un’indagine di mercato dell’analista Nielsen, il 23% degli italiani (e cioè, 14 milioni di italiani) dichiara di avere almeno una persona intollerante in famiglia. La percezione è dunque molto lontana dalla realtà.

Il problema ad ogni modo non è solo l’astenersi dal mangiare determinati alimenti ma anche e soprattutto evitare la contaminazione. Per questo l’Associazione Italiana Celiaci (Aic) ha istituito una certificazione, visibile agli acquirenti tramite il marchio della “spiga barrata”, che segnala prodotti che assicurano la completa assenza di glutine, perché lavorati in ambienti privi di possibilità di contaminazione.

I consigli per aprire una pasticceria senza glutine

Aprire una pasticceria senza glutine non vuol dire solo fare attenzione a non contaminare gli alimenti, i piani di lavoro e le attrezzature, ma vuol dire proprio avere due ambienti di lavoro separati in rispetto di chi ha reazioni anche per la minima possibilità di contaminazione perché anche con una sanificazione corretta, la contaminazione potrebbe essere dietro l’angolo. In questo modo ogni cliente può pensare esclusivamente al gusto, senza preoccuparsi di controllare gli alimenti o chiedere informazioni specifiche.

Inoltre consigliamo, per aprire una pasticceria senza glutine, di tenere in considerazione le esigenze alimentari di una clientela sempre più vasta: non solo gluten free ma anche senza lattosio e vegan per gli amanti di un’alimentazione sana e più leggera per offrire una valida alternativa a questa fascia di clienti.

Rispettare tutti i parametri di produzione, dalla filiera di materie prime fino alla lavorazione in laboratorio e al confezionamento, non è banale. Per questo consigliamo di contattare One Global C per avere tutte le informazioni su come aprire una pasticceria senza glutine.

Aprire un hotel di lusso

Il settore del turismo, si sa, è sempre in crescita. Gli hotel sono servizi utilizzati da chi viaggia per lavoro, per passione, piacere e sono luoghi di fughe romantiche. Un sempreverde insomma.

Aprire un hotel di lusso, i primi passi

Aprire un hotel di lusso può risultare un’impresa. Ma se ci si rivolge a dei professionisti, l’impresa può diventare indolore.

Il primo passo è pianificare adeguatamente obiettivi e risorse necessarie. Il secondo è quello di creare un piano pluriennale, un business plan e un business model per valutare rischi e punti di forza dell’aprire un hotel di lusso. Fondamentale dunque è il decidere qual è l’investimento iniziale con il quale partire. È chiaro che se si vuole aprire un hotel di lusso, le risorse disponibili devono essere adeguate all’obiettivo.

Una cosa fondamentale è scegliere una location adeguata, che può richiedere tutte le autorizzazioni, i requisiti igienico-sanitari e che sia a norma. Senza sottovalutare l’iter burocratico: aprire una P.IVA (se necessario costituire una società), iscriversi al Registro delle Imprese, all’INAIL e all’INPS, ottenere i certificati ASL e la dichiarazione di inizio attività.

Ma dove aprire un hotel di lusso? Potete scegliere una zona turistica, un centro città, una località di mare, di montagna o sciistica oppure potreste orientarvi su un borgo; l’importante è chiedersi quali sono le esigenze della zona o essere bravi a creare un determinato bisogno.

Arriviamo ai costi. È chiaro che per un’attività di questo tipo, i costi sono abbastanza importanti e dipendono da: metratura, numero di stanze, servizi, zona scelta, arredamento, forniture e utenze, apparecchiature, iter burocratico, personale e così via. Inoltre aprire un hotel di lusso richiede la necessità di rispettare degli standard molto alti e che, quindi, richiedono maggiori attenzioni economiche.

Hotel lusso One Global C

Le stelle per aprire un hotel di lusso

Quali sono i parametri per l’assegnazione delle stelle per aprire un hotel di lusso? Vediamoli insieme: 

  • Minimo 7 camere
  • Metratura camere doppie di almeno 20 mq e camere singole minimo 12 mq (per ogni letto aggiuntivo, 6 mq in più)
  • Disponibilità di camere suite
  • Bagno minimo di 6 mq
  • In camera obbligatori sgabello o ripiano per i bagagli, poltrona, TV satellitare, telefono esterno/interno, frigo-bar, cassetta di sicurezza, bollitore
  • In bagno obbligatori chiamata d’emergenza, un accappatoio, asciugamani e teli bagno ad personam, prodotti per l’igiene personale, cestino rifiuti, sacchetti igienici e phon
  • Reception attiva 24/24
  • Staff che parla 3 lingue
  • Portiere notturno
  • Servizio di trasporto bagagli 
  • Servizio di custodia bagagli 
  • Servizio bar 16/24
  • Servizio in camera 24/24
  • Parcheggio custodito 24/24
  • Pulizie camere e cambio biancheria una volta al giorno
  • Riassetto pomeridiano
  • Lavaggio e stiratura della biancheria con consegna in giornata
  • Fax, fotocopiatrici, Wi-Fi gratuiti
  • Nelle zone comuni sono obbligatori sala ristorante, bar, area soggiorno/lettura/svago, sala colazione, sala riunioni, guardaroba, servizi igienici, ascensori, montacarichi, riscaldamento e condizionamento in tutto l’albergo, personale sempre in divisa.
Se l’idea di aprire un hotel di lusso ti alletta, contattaci per ricevere il preventivo e la bozza di progetto in via gratuita.
Hotel lusso con One Global C

Aprire un ristorante senza esperienza

Aprire un ristorante senza esperienza è possibile? I consigli, gli errori più comuni e le idee che stanno alla base di questa convinzione.

Aprire un ristorante senza esperienza, è possibile?

Aprire un ristorante senza esperienza potrebbe risultare un passo falso ma se ci si affida a professionisti del settore per la gestione della sala e della cucina e ad aziende esperte per la realizzazione del locale, si possono avere ottimi esiti. Avviare un’attività del genere non è un hobby ma un vero e proprio business con i rischi legati all’avvio di un’impresa complessa come un ristorante.

Ti metteresti mai alla guida di un aeroplano solo perché sei bravissimo con un gioco di simulazione aerea? Converrai che sarebbe una follia. Ma, osservare e studiare qualcuno di esperto che lo fa al posto tuo, è qualcosa di altamente realizzabile.

Per aprire un ristorante senza esperienza è necessario partire con idee precise e chiare sul da farsi: ci sono pratiche burocratiche da adempiere (titolo abilitante, apertura della P. Iva alla Agenzia delle Entrate, iscrizione all’INPS e all’INAIL, Segnalazione Certificata di Inizio Attività – SCIA, iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, requisiti strutturali del locale, piano HACCP), si richiede una buona somma di partenza per la costituzione giuridica della società, per gli arredamenti, gli elettrodomestici, la cucina e l’attrezzatura varia. Infine sono da tenere in considerazione i costi di una ristrutturazione se il locale ne avesse il bisogno. A tutto questo si sommano le spese fisse una volta avviata l’attività (affitto, stipendi, tasse, materie prime, marketing).

Aprire un ristorante senza esperienza e la questione marketing

Per aprire un ristorante senza esperienza, bisogna ricordarsi che non basta saper cucinare per i propri amici o per la propria famiglia, non basta neanche aver compiuto qualche anno di mansione come cameriere o aiuto cuoco.

Avviare un ristorante necessita uno spirito imprenditoriale o che ci sia qualcuno che gestisca l’attività al posto tuo e che abbia questa forma mentis. Nella parte della realizzazione del locale, come dicevamo, è necessario affidarsi ad aziende esperte che possano distribuire bene i flussi di lavoro per arrivare ad un layout funzionale e funzionante.

Infine, una carta vincente dopo aver realizzato il ristorante dei tuoi sogni, è il marketing della ristorazione.

Se costruissimo, ad esempio, un e-commerce bellissimo, ben fatto sia graficamente che nei suoi contenuti testuali ma nessuno saprebbe che quel sito esiste, come potrebbe vendere i suoi prodotti seppur di altissima qualità? Con la ristorazione accade lo stesso. Puoi avere un locale di design, utilizzare materie prime di alto livello, con attrezzature più avanzate in cucina e assumere uno degli chef più quotati sul mercato, ma se nessuno sa chi sei, dove sei, cosa fai e quale sia la tua identità differenziante, aprire un ristorante sarebbe comunque uno sperpero di soldi.

Tutto questo elenco, questa sfilza di motivazioni, non servono a dissuaderti dal realizzare un tuo sogno, non è questo il nostro intento ma quello di farti compiere scelte consapevoli, studiate e ponderate.

Se vuoi aprire un tuo ristorante, se vuoi avviare un’attività ristorativa, contattaci per essere seguito dalla A alla Z, One Global cura l’intero processo, dall’idea al concept del tuo ristorante. La nostra strategia è quella di seguirti in tutto il progetto, passo dopo passo, sia nell’apertura del ristorante o nella ristrutturazione di uno già esistente, sia nel web marketing.

Aprire una pasticceria: dall'idea alla realizzazione

Aprire una pasticceria, come l’avvio di una qualsiasi attività, può risultare ostico se non si ha a che fare con un’azienda specializzata che si possa occupare di tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione. 

Aprire una pasticceria, la fase di formazione

È importante non dimenticarsi che, nel mondo del Food & Pastry, la formazione è fondamentale (anche se non obbligatoria) perché incide fortemente sul business. Formarsi, fare esperienza in vari laboratori per carpire i segreti del mestiere prima di aprire una pasticceria e rimanere sempre aggiornati, darà i suoi buoni frutti. 

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un boom di iscrizioni presso accademie e scuole di cucina. E il trend per l’attività formativa nel mondo della pasticceria è in forte crescita poiché si è assistito, nel corso del tempo, ad un’evoluzione del trasferimento del know how dal vecchio modello “da padre in figlio” al nuovo “dal maestro-consulente all’aspirante pasticciere”. Ad oggi, anche se non provieni da una famiglia di pasticcieri, puoi avere la possibilità di accedere ad una formazione di livello. 

È molto importante, in questa ottica, avvicinarsi a realtà formative che permettano, dopo l’apprendimento teorico-pratico, di svolgere uno stage presso laboratori o pasticcerie per affinare la propria manualità ed imparare anche sul campo.

C’è la volontà infatti, da parte di questo antico mestiere, di trasferire il più possibile il know how per arricchire il settore. Stiamo assistendo ad un fenomeno di globalizzazione anche nella pasticceria che permette a chiunque di accedere alla formazione. 
Il settore Food & Pastry è in costante aumento anche in termini di ricerca online, di apertura di nuove attività e non per ultimo di programmi televisivi dedicati al food. 

Sulla scia di questa tendenza, le richieste per aprire una pasticceria sono aumentate notevolmente.

Aprire una pasticceria, la fase di progettazione

Se la tua intenzione è davvero quella di aprire una pasticceria, solo allora potrai rivolgerti ad un’azienda specializzata per farti seguire passo passo dalla progettazione alla realizzazione del tuo locale.

Nella fase di progettazione è molto importante avere la visione d’insieme tra laboratorio e punto vendita. È fondamentale comprendere qual è il servizio che il pasticciere vuole vendere e su che prodotto, nel particolare, vuole puntare. Se ad esempio vuole puntare sul cioccolato, dovrà allestire le vetrine per il prodotto di riferimento e dovrà tenere in considerazione gli spazi disponibili. 

Sarà importantissimo che il pasticciere trasferisca l’intento del proprio servizio all’azienda specializzata che si occuperà della progettazione. Il rischio potrebbe essere trovarsi con un allocamento errato delle attrezzature di laboratorio e degli arredi dedicati alla vendita, con una perdita di tempo e denaro notevoli. 

Infine, chi si occuperà di tutte queste fasi, potrà valutare l’inserimento di attività connesse come la caffetteria o la gelateria. Sempre considerando location e spazi.

Aprire una pasticceria, la fase di realizzazione

Siamo arrivati alla fase di realizzazione per aprire una pasticceria

Come abbiamo detto, è importante avvalersi di aziende che pongano l’attenzione alla fasi di creazione di spazi funzionali e dinamici per lavorare al meglio durante i carichi di lavoro. Che scelgano un arredamento dal design innovativo, di tendenza e con possibilità di personalizzazione. 

Last but not least, ricordati che una pasticceria necessita di un’attrezzatura professionale di base. È necessario avvalersi di frigoriferi, banchi refrigerati, celle frigorifere e vetrine, scegliendo i modelli più adatti in base alle dimensioni e alle caratteristiche del negozio. Gli impianti sono fondamentali, soprattutto quelli refrigeranti. In questa fase, tutto ciò che era previsto dalla pianta viene tradotto in realtà. 

One Global realizza il concept personale e cura ogni aspetto di queste fasi: la realizzazione del brand della tua attività, l’immagine coordinata, il sito web, i social e gli eventi dedicati al tuo marchio. Contattaci qui per una bozza di progetto e un preventivo gratuitamente.

Come arredare un cascinale per l’attività di ristorazione

I numerosi rustici e casali che si trovano nel nostro paese sono frutto dell’eredità contadina del nostro paese, ricchezza spesso lasciata al degrado o mal gestita, ma cosa fare se si ha a disposizione un cascinale?
L’attività che viene subito in mente è quella della ristorazione. Questo perché si associa subito la campagna al buon cibo. Il secondo motivo e che le metrature sfruttabili sono molto ampie, essendo usate in passato come magazzini o rimesse agricole. Gli esperti di Oneglobal hanno raccolto cinque consigli su cosa inserire nei locali di queste attività:

Inserire una SPA olistica nel proprio cascinale

Inserire una SPA olistica nella propria attività significa offrire un servizio distintivo alla propria clientela. Questo tipo di SPA ben si coniuga con lo stile naturale delle cascine e può essere un’attività complementare a quella ristorativa. L’attività olistica può sfruttare gli ampi spazi esterni del cascinale, dove si potrebbero posizionare delle sceslong per prendere il sole, un’area tisaneria dove gustare deliziosi prodotti BIO e magari inserire anche dei percorsi emozionali.


cascinale

Un cascinale deve avere un’area verde per i bambini

Dedicare un’area gioco nel proprio cascinale sarà una soluzione molto apprezzata dai propri clienti, specialmente se si scegli di avere come target le famiglie e non solo. Anche le giovani coppie o i normali visitatori apprezzeranno la possibilità di gustare un buon pasto in tutta tranquillità.

Le caratteristiche che queste aree devono avere sono essenzialmente tre:
• Zona facilmente controllabile dai genitori che dal personale di sala;
• Predisposizione sia di un’area esterna che interna “in caso di pioggia”;
• Munire queste zone con aree gioco attrezzate, rigorosamente a norma.

Inserire una buona cantina con vini locali

Inserire un angolo degustazione, detto in gergo wine privè, può essere un altro servizio distintivo del proprio locale. In questo angolo, che può variare da una dimensione minima consigliata di 15 mq, i clienti potranno degustare degli ottimi vini locali e prelibatezze tipiche del proprio territorio. Naturalmente questa zona dovrà essere ben distinta rispetto alla sala principale con degli appositi elementi divisori.
Questo spazio dovrà essere attrezzato con: Piccolo angolo BAR, parete espositiva per vini e dei tavolini modulabili per gli ospiti.

Inserire due o tre camere per soggiorni brevi

Inserire due o tre stanze all’interno della propria struttura è un elemento che può aiutare ad aumentare il fatturato complessivo, oltre ad offrire un maggior servizio alla propria clientela. Basti pensare ai clienti che consumato una lauta cena con relativi alcolici, e non vogliano rimettersi alla guida. Una buona pratica che queste attività sfruttano è l’offerta weekend, in cui si offre ad un prezzo fisso SPA+cena, per i clienti che desiderano ritrovare il benessere a contatto con la natura.

Inserire nel proprio cascinale elementi caratteristici tipici del territorio

Creare l’atmosfera deve essere la missione principale di chi intende svolgere questa attività. Sicuramente la maggior parte del lavoro lo fà il cascinale stesso a patto che sia stato effettuato con un restauro conservativo, dove ad esempio vengano messi in risalto gli elementi strutturali come i muri o le travi. Il restante deve essere studiato a tavolino, inserendo elementi storici riguardanti la tradizione del luogo stesso. Ad esempio in una cascina dove in passato venivano stipati attrezzature agricole, gli stessi si potrebbero restaurare e inserite nel contesto, mezzi che potrebbero aiutare a raccontare il luogo e a creare la giusta atmosfera.

Leggi anche gli altri articoli: Quanto costa aprire un bar o come arredare un wine bar

numero verde oneglobal
cascinale

Quanto costa aprire un bar

Quanto costa aprire un bar è la domanda che affligge ogni imprenditore che voglia investire in questo settore. Una domanda che ha infinite risposte e che porta con sé altre infinite domande. Gli esperti di Oneglobal proveranno a rispondere a questa domanda provando a fare una simulazione puramente indicativa di un locale di 50 mq, la quale risulta essere la metratura più frequente del tipico Bar italiano.
La premessa di questa simulazione è che gli obblighi igienico sanitari che ogni comune richiede e l’agibilità del locale devono essere già rispettati, al contrario, assolvere a questi obblighi può comportare dei costi aggiuntivi non indifferenti e l’ausilio di un tecnico abilitato. In questa simulazione l’IVA, l’affitto/acquisto del locale non è compreso.
Iniziamo ad identificare le macro aree:

Arredamento BAR

Per capire bene quanto costa aprire un bar possiamo partire dal costo dell’arredamento, che spesso comprende un bancone bar attrezzato, delle vetrine espositive, tavoli e sedie. Stimiamo che una spesa media per poter acquistare un arredamento di buona qualità possa essere stimato in circa 30.000 euro.

Piccolo laboratorio snack

Per rendere un bar profittevole e offrire un buon livello di servizio alla clientela è essenziale offrire dei deliziosi aperitivi o dei panini freschi. Per far ciò, un laboratorio attrezzato è essenziale. Una stima indicativa per attrezzare un piccolo laboratorio è di 6000 euro. In questo budget deve essere compresa:
• Un’area attrezzata con piano di lavoro in acciaio inox con relativi lavelli;
• un’affettatrice;
• celle frigo per la conservazione degli alimenti;
• Stoviglie varie;• Forno;• Congelatore.

quanto costa aprire un bar
quanto costa aprire un bar

Forniture per il primo mese di lavoro

Un costo da mettere a budget, sicuramente è l’assortimento di materie prime per il primo mese di lavoro. L’importante è acquistare un giusto quantitativo, questo perché all’inizio di ogni attività ogni soldo risparmiato è fondamentale, viste le moltissime spese da affrontare all’inizio.
Stimiamo che per il primo mese si possa destinare un budget di 5.000 euro.

Opere edili

Una voce molto importante e difficile da quantificare quando si parla di Quanto costa aprire un bar sono sicuramente i costi per le opere edili, questo perché dipende da come il locale è strutturato e dalle condizioni in cui si trova. Possiamo però stimare una media di 400 euro per metro quadro.

Costi di progettazione

Quantificare i costi di progettazione è un’operazione non molto semplice, questo perché dipende molto dalla zona in cui si decide di aprire il proprio locale, ma indicativamente può variare tra il 6/7% del costo del totale di opere e arredi.

Costi d'inaugurazione e di marketing

Spesso, quando si parla di quanto costa aprire un bar una voce che spesso viene sottovalutata sono i costi di marketing e d’inaugurazione. Risparmiare su questa voce significa, per la maggior parte delle volte decretare il non decollo del proprio BAR. Affidarsi a professionisti per l’inaugurazione, eventi e la gestione del web marketing può aiutare notevolmente a svettare. Budget stimato 4000 euro.

Leggi gli altri articolo del nostro blog: Come arredare un wine bar o Come progettare un bar moderno

 

Il panificio moderno – caratteristiche e tendenze

Rendere un panificio moderno non è un’operazione semplice. Un’attività tradizionale come la panificazione, con una clientela spesso fidelizzata, la quale spesso ha solo come punto di riferimento il negozio fisico è difficile che prenda in modo positivo un cambiamento d’immagine, sia del locale che in generale dell’attività. Ma il cambiamento fa parte della vita, specialmente per un’attività economica.
Oneglobal consiglia sei modi per rendere il proprio panificio moderno

panificio moderno

Diversificazione dei prodotti

Oltre ai soliti prodotti da forno, molti panifici, soprattutto di origine anglosassone vendono prodotti già confezionati, come ad esempio i panini fatti nel proprio laboratorio e conservati in un’ampia vetrina espositiva refrigerata, in ottica self service. Il cliente così potrà scegliere in modo del tutto autonomo e in velocità, soprattutto durante le pause pranzo. A completare il tutto, si consiglia di creare dei pacchetti a prezzo fisso con panino, bibita e caffè, stesso principio vale per le colazioni.

panificio moderno

Social e geolocalizzazione

Si sente parlare molto di web, social e geo-localizzazione ma spesso l’unica azione che i commercianti fanno è creare delle pagine facebook poco frequentate, con post e foto aggiornate con una cadenza annuale con al massimo un centinaio di like. Il segreto è la costanza, dedizione e un po’ di strategia di marketing.
Ad esempio si potrebbe pubblicare ogni giorno il panino o la pizza del giorno, e schedularne la pubblicazione verso mezzogiorno, così da invogliare la propria clientela a scegliere il proprio panificio rispetto al proprio concorrente.

Scegliere un bancone vetrina con spazi modulabili

Le ultime tendenze per i banconi vetrina è quella di poter scegliere modelli su misura che abbiano le vasche modulabili, così da poter esporre più prodotti senza lasciare inutili spazi vuoti. Oltre a modulare gli spazi, le vasche devono essere smontabili facilmente, così da poter facilitare la pulizia, questo perché durante il giorno si possono esporre prodotti differenti oltre a mantenere standard di igiene e pulizia.

Inserire un'isola espositrice

Dove è possibile, inserire un tavolo centrale espositivo molto ampio dove esporre i propri prodotti già confezionati, ragionando così in un’ottica self-service, magari in uno spazio che sia tra la cassa e l’ingresso. Questo tavolo dovrà essere fornito di divisori modulabili o in alternativa utilizzare delle ceste. La cosa più importante e che le superfici e gli scompartimenti siano facili da pulire.

Eventi ed offerte speciali

Il panificio moderno deve essere attivo verso la propria clientela, offrendo non solo il prodotto ma anche un’esperienza d’acquisto piacevole. Questo può essere espresso attraverso la creazione di una serie di eventi dedicati ad una festività o ad un target specifico. Un esempio pratico è la festa di halloween, tipicamente dedicata ai più piccoli e non solo. Addobbare il proprio panificio con zucche e altri ammennicoli, oltre che creare dolci o altri prodotti con forme simili può dare una maggiore spinta alle vendite.

Servizi di food delivery

In ogni città è facile vedere durante l’ora di pranzo motorini e biciclette che sfrecciano con i cestelli termici. Il panificio moderno può avvalersi di questo utile servizio, anche per il semplice trasporto del pane. Pensate a quante persone sono bloccate in ufficio e non hanno tempo di fare la spesa o semplicemente vogliono spezzare la fame. Ora con questo servizio il panificio moderno può raggiungere più clienti offrendo così un servizio migliore.