Quanto costa aprire un bar

Quanto costa aprire un bar è la domanda che affligge ogni imprenditore che voglia investire in questo settore. Una domanda che ha infinite risposte e che porta con sé altre infinite domande. Gli esperti di Oneglobal proveranno a rispondere a questa domanda provando a fare una simulazione puramente indicativa di un locale di 50 mq, la quale risulta essere la metratura più frequente del tipico Bar italiano.
La premessa di questa simulazione è che gli obblighi igienico sanitari che ogni comune richiede e l’agibilità del locale devono essere già rispettati, al contrario, assolvere a questi obblighi può comportare dei costi aggiuntivi non indifferenti e l’ausilio di un tecnico abilitato. In questa simulazione l’IVA, l’affitto/acquisto del locale non è compreso.
Iniziamo ad identificare le macro aree:

Arredamento BAR

Per capire bene quanto costa aprire un bar possiamo partire dal costo dell’arredamento, che spesso comprende un bancone bar attrezzato, delle vetrine espositive, tavoli e sedie. Stimiamo che una spesa media per poter acquistare un arredamento di buona qualità possa essere stimato in circa 30.000 euro.

Piccolo laboratorio snack

Per rendere un bar profittevole e offrire un buon livello di servizio alla clientela è essenziale offrire dei deliziosi aperitivi o dei panini freschi. Per far ciò, un laboratorio attrezzato è essenziale. Una stima indicativa per attrezzare un piccolo laboratorio è di 6000 euro. In questo budget deve essere compresa:
• Un’area attrezzata con piano di lavoro in acciaio inox con relativi lavelli;
• un’affettatrice;
• celle frigo per la conservazione degli alimenti;
• Stoviglie varie;• Forno;• Congelatore.

quanto costa aprire un bar
quanto costa aprire un bar

Forniture per il primo mese di lavoro

Un costo da mettere a budget, sicuramente è l’assortimento di materie prime per il primo mese di lavoro. L’importante è acquistare un giusto quantitativo, questo perché all’inizio di ogni attività ogni soldo risparmiato è fondamentale, viste le moltissime spese da affrontare all’inizio.
Stimiamo che per il primo mese si possa destinare un budget di 5.000 euro.

Opere edili

Una voce molto importante e difficile da quantificare quando si parla di Quanto costa aprire un bar sono sicuramente i costi per le opere edili, questo perché dipende da come il locale è strutturato e dalle condizioni in cui si trova. Possiamo però stimare una media di 400 euro per metro quadro.

Costi di progettazione

Quantificare i costi di progettazione è un’operazione non molto semplice, questo perché dipende molto dalla zona in cui si decide di aprire il proprio locale, ma indicativamente può variare tra il 6/7% del costo del totale di opere e arredi.

Costi d'inaugurazione e di marketing

Spesso, quando si parla di quanto costa aprire un bar una voce che spesso viene sottovalutata sono i costi di marketing e d’inaugurazione. Risparmiare su questa voce significa, per la maggior parte delle volte decretare il non decollo del proprio BAR. Affidarsi a professionisti per l’inaugurazione, eventi e la gestione del web marketing può aiutare notevolmente a svettare. Budget stimato 4000 euro.

Leggi gli altri articolo del nostro blog: Come arredare un wine bar o Come progettare un bar moderno

 

Il panificio moderno – caratteristiche e tendenze

Rendere un panificio moderno non è un’operazione semplice. Un’attività tradizionale come la panificazione, con una clientela spesso fidelizzata, la quale spesso ha solo come punto di riferimento il negozio fisico è difficile che prenda in modo positivo un cambiamento d’immagine, sia del locale che in generale dell’attività. Ma il cambiamento fa parte della vita, specialmente per un’attività economica.
Oneglobal consiglia sei modi per rendere il proprio panificio moderno

panificio moderno

Diversificazione dei prodotti

Oltre ai soliti prodotti da forno, molti panifici, soprattutto di origine anglosassone vendono prodotti già confezionati, come ad esempio i panini fatti nel proprio laboratorio e conservati in un’ampia vetrina espositiva refrigerata, in ottica self service. Il cliente così potrà scegliere in modo del tutto autonomo e in velocità, soprattutto durante le pause pranzo. A completare il tutto, si consiglia di creare dei pacchetti a prezzo fisso con panino, bibita e caffè, stesso principio vale per le colazioni.

panificio moderno

Social e geolocalizzazione

Si sente parlare molto di web, social e geo-localizzazione ma spesso l’unica azione che i commercianti fanno è creare delle pagine facebook poco frequentate, con post e foto aggiornate con una cadenza annuale con al massimo un centinaio di like. Il segreto è la costanza, dedizione e un po’ di strategia di marketing.
Ad esempio si potrebbe pubblicare ogni giorno il panino o la pizza del giorno, e schedularne la pubblicazione verso mezzogiorno, così da invogliare la propria clientela a scegliere il proprio panificio rispetto al proprio concorrente.

Scegliere un bancone vetrina con spazi modulabili

Le ultime tendenze per i banconi vetrina è quella di poter scegliere modelli su misura che abbiano le vasche modulabili, così da poter esporre più prodotti senza lasciare inutili spazi vuoti. Oltre a modulare gli spazi, le vasche devono essere smontabili facilmente, così da poter facilitare la pulizia, questo perché durante il giorno si possono esporre prodotti differenti oltre a mantenere standard di igiene e pulizia.

Inserire un'isola espositrice

Dove è possibile, inserire un tavolo centrale espositivo molto ampio dove esporre i propri prodotti già confezionati, ragionando così in un’ottica self-service, magari in uno spazio che sia tra la cassa e l’ingresso. Questo tavolo dovrà essere fornito di divisori modulabili o in alternativa utilizzare delle ceste. La cosa più importante e che le superfici e gli scompartimenti siano facili da pulire.

Eventi ed offerte speciali

Il panificio moderno deve essere attivo verso la propria clientela, offrendo non solo il prodotto ma anche un’esperienza d’acquisto piacevole. Questo può essere espresso attraverso la creazione di una serie di eventi dedicati ad una festività o ad un target specifico. Un esempio pratico è la festa di halloween, tipicamente dedicata ai più piccoli e non solo. Addobbare il proprio panificio con zucche e altri ammennicoli, oltre che creare dolci o altri prodotti con forme simili può dare una maggiore spinta alle vendite.

Servizi di food delivery

In ogni città è facile vedere durante l’ora di pranzo motorini e biciclette che sfrecciano con i cestelli termici. Il panificio moderno può avvalersi di questo utile servizio, anche per il semplice trasporto del pane. Pensate a quante persone sono bloccate in ufficio e non hanno tempo di fare la spesa o semplicemente vogliono spezzare la fame. Ora con questo servizio il panificio moderno può raggiungere più clienti offrendo così un servizio migliore.

Progettare e Arredare un fastfood in modo ottimale

Negli ultimi anni la pausa pranzo degli italiani si è ridotta sempre più, questo ha decretato il successo dei Fastfood, in questo articolo daremo 4 suggerimenti per progettare e arredare un fastfood. Una sbagliata progettazione o un arredamento mal realizzato può compromettere l’efficienza dell’attività e quindi la redditività economica, la quale è bassata su bassi margini ma altissimi volumi di vendita.

Inserire una cucina a vista

Una cosa da inserire assolutamente per arredare un fastfood di successo è la cucina a vista, questo per aumentare sia la trasparenza sulla preparazione delle pietanze sia per un fatto puramente scenografico, per sfruttare l’effetto dietro le quinte.

Il servizio ai tavoli, una nuova tendenza

L’aumento della concorrenza nel settore ha fatto sì che anche i fastfood introducessero maggiori servizi alla clientela come il servizio ai tavoli, attività non proprio tipica in questa attività ristorativa. Anche l’implementazione di questo servizio comporta un’attenta progettazione, soprattutto della sala. Questo perché i camerieri devono avere un accesso veloce ai tavoli, sia per servire che per sparecchiare, soprattutto durante le ore di punta, così da non creare congestione ed avere una maggiore rotazione dei tavoli.

Studiare a tavolino i flussi di lavoro

Come abbiamo accennato, il fastfood è un’attività la quale ha bisogno di lavorare molto in quantità e molto velocemente per essere redditizia. Ecco perché la progettazione dei flussi di lavoro è una fase molto importante, dove bisogna schematizzare i percorsi più frequenti di tutti gli attori che lavorano e frequentano il locale senza che i vari flussi si ostacolino tra loro. Ad esempio quello della cucina, in cui il percorso dello sporco non si deve mai incrociare con quello del pulito o delle materie prime, questo per evitare il pericolo contaminazioni. Altro flusso da studiare in modo lineare e logico è quello del cliente, che viene a sua volta scomposto in diverse fasi, quali: entrata, scelta, pagamento, prelievo, consumo, smaltimento e uscita. La sfida è non far mai incrociare queste fasi tra loro.

I servizi da includere assolutamente in un fastfood

Quali servizi includere in un’attività di ristorazione veloce? Domanda scontata ma non di facile risposta. Sicuramente il WI-FI sarà il servizio più apprezzato dalla maggior parte dei clienti, servizio che ha un doppio risvolto positivo, cioè i clienti potranno subito postare: la propria posizione, foto e opinione sul locale generando gratuitamente un lead-generation. Altri due servizi apprezzati dalla clientela sono il baby park e l’ampio parcheggio, anche se in alcune zone può risultare altamente costoso implementare questo investimento.