Aprire un panificio, cosa serve sapere

Quali sono i requisiti per aprire un panificio? Scopriamo i requisiti obbligatori e quelli non obbligatori ma fondamentali per aprire una panificio senza glutine.

Aprire un panificio chiavi in mano

One Global C ti aiuta di aprire un panificio chiavi in mano. Scopriamo insieme come aprire un panificio, quali sono i requisiti necessari e l’iter burocratico da seguire.

One Glocal C ti aiuta a compiere tutti gli step per aprire un panificio chiavi in mano. 

Il primo step è quello di individuare la location. Una volta messi a punto i locali e rispettate tutte le normative di settore, incluse quelle igieniche e sanitarie, la nostra azienda penserà a tutto: dalle opere edili, all’impiantistica, all’arredamento e alle attrezzature. È importante studiare il ciclo di lavoro (percorso per i lievitati, percorso per la catena del freddo ecc.) e studiare l’arredo in base al prodotto da esporre e in base al metodo di produzione.

Avviare un’attività, che sia una pasticceria, una panetteria o un ristorante, può risultare impegnativo. Molto sta nella qualità del prodotto che si offre e nella capacità di fidelizzare il cliente. Per il resto ci si può affidare ad aziende professioniste del settore per pensare tutto dalla A alla Z.

Contattaci al 339 57 44 830 per richiedere una bozza di progetto gratuita per aprire un panificio chiavi in mano.

Aprire un panificio: l'iter

Per aprire un panificio è necessario adempiere al seguente iter burocratico:

  • Apertura Partita Iva
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Apertura delle posizioni INPS ed INAIL
  • Locali a norma in materia di igiene, agibilità, sicurezza, destinazione
  • Comunicazione di inizio attività
  • Ottenimento dell’attestato SAB o di un titolo equivalente
  • Ottenimento dell’attestato HACCP
  • Ottenimento permesso per esporre l’insegna

     

Aprire un panificio senza glutine

Quali sono i requisiti per aprire un panificio? Scopriamo i requisiti obbligatori e quelli non obbligatori ma fondamentali per aprire una panificio senza glutine.

Cosa comporta aprire una panificio senza glutine

One Global C ti permette di aprire un panificio senza glutine per far sì che il tuo target di clienti sia specifico e settoriale. In un periodo storico in cui l’attenzione alla celiachia è aumentata, i panifici possono essere reinventati e attrezzati nuovamente per offrire prodotti sani e gustosi a chi deve convivere con questa malattia. È vero anche che ad oggi, il settore del gluten free sta andando di gran moda ma il discorso sarebbe troppo complesso se ci addentrassimo nella disquisizione se esiste o meno l’intolleranza alimentare in questione tra tutti quelli che professano di non poter mangiare il glutine.

La celiachia è una reazione immunitaria al glutine, una proteina che si trova in alcuni cereali, come il frumento, l’orzo, il farro, la segale e il kamut. Quindi il primo passo per aprire un panificio senza glutine è usare cereali alternativi quali riso, mais, grano saraceno, miglio, amaranto, quinoa, manioca, teff, sorgo ed altri. 

One Glocal C ti aiuta a compiere tutti gli step per aprire un panificio per celiaci. Una volta messi a punto i locali e rispettate tutte le normative di settore, incluse quelle igieniche e sanitarie, la nostra azienda penserà a tutto: dalle opere edili, all’impiantistica, all’arredamento e alle attrezzature.

Ci sono specifiche tecniche da seguire che riguardano tutta la filiera produttiva per aprire un panificio senza glutine: l’attenzione ad una possibile contaminazione deve essere altissima. La normativa vigente prescrive regole precise che conducono alla certificazione di un prodotto come gluten free. Per ottenere la certificazione è necessario rispettare le procedure di produzione, pulizia e controllo definite nel Regolamento UE n.828/2014.

L'iter per aprire un panificio senza glutine

Per aprire un panificio senza glutine è necessario adempiere al seguente iter burocratico:

  • Apertura Partita Iva
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Comunicazione di inizio attività
  • Apertura delle posizioni INPS ed INAIL
  • Ottenimento dell’attestato SAB o di un titolo equivalente
  • Ottenimento dell’attestato HACCP
  • Locali a norma in materia di igiene, agibilità, sicurezza, destinazione
  • Ottenimento permesso per esporre l’insegna

     

I requisiti per aprire una pasticceria

Quali sono i requisiti per aprire una pasticceria? Scopriamo i requisiti obbligatori e quelli non obbligatori ma fondamentali per aprire una pasticceria.

Il requisito più importante per aprire una pasticceria

Non ci pensereste mai ma il primo requisito per aprire una pasticceria è quello di avere una grande passione per la materia e di aver maturato una buona esperienza nel settore. 

In un periodo storico in cui si tende sempre di più a ricercare prodotti di alta qualità e in cui la cultura del cibo si è espansa in maniera capillare grazie ad internet, a programmi televisivi dedicati al mondo della pasticceria e del food in generale e a corsi specifici di grandissima qualità, l’esigenza del cliente ha alzato l’asticella verso la professionalità e l’eccellenza. Vien da sé dunque che il requisito più importante per aprire una pasticceria e, come abbiamo detto, avere una passione enorme e aver frequentato un ottimo corso per diventare pasticceri o aver maturato un’esperienza significativa in laboratori di qualità.

L’iter burocratico per avviare l’attività prevede diversi passaggi:

  • Frequentare un corso al REC (Registro Esercenti per il Commercio).
  • Iscrizione al Registro delle Imprese della Provincia di competenza (CCIAA).
  • Apertura partita IVA.
  • Presentazione al comune della comunicazione di inizio attività (modello COM1 se il locale rientra in 250mq o COM2 se la metratura del locale va oltre i 250mq).
  • Presentazione alla Asl locale della denuncia di inizio attività con l’idoneità sanitaria e i documenti relativi ad attrezzature potenzialmente inquinanti.
  • Adesione al programma di autocontrollo HACCP.
  • Richiesta di autorizzazione dell’esposizione dell’insegna all’apposito ufficio comunale.
  • Certificato antincendio (necessario se la metratura del locale è superiore ai 400mq).
  • Apertura di una posizione INPS.

I macchinari: requisiti non obbligatori per aprire una pasticceria

Tra i requisiti (non obbligatori) per aprire una pasticceria, c’è l’acquisto di macchinari e attrezzature professionali.

Quelli basilari sono:

  • Impastatrici professionali/planetarie.
  • Forni professionali.
  • Armadi refrigeranti a temperatura positiva (0°/4°) e negativa (-15°/-20°).
  • Sfogliatrici e frantumatrici.
  • Friggitrici professionali da pasticceria.
  • Piccoli elettrodomestici (come il mixer).
  • Utensili da cucina, stampi e altri altri attrezzi (siringhe, sac à poche e punte, rulli, tortiere, palette, mattarelli, leccapentole, teglie, griglie, tappetini da forno in silicone ecc.)
  • Materiale per il confezionamento dei dolci.
  • Piani di lavoro in acciaio inox.
  • Workstation centrale con tavolo in acciaio inox di grandi dimensioni, armadiato per la farina e lo zucchero e le creme e condimenti vari.
  • Ciclo del freddo obbligatorio (abbattitore, conservatore).
  • Armadi per lo stoccaggio.
One Global C realizza bozze di progetto e preventivi in maniera del tutto gratuita e senza impegno e, oltre a occuparsi di tutte le fasi dalla progettazione alla realizzazione, fornisce arredi su misura e macchinari e attrezzature per aprire una pasticceria. Puoi contattarci qui.

Aprire un ristorante vegetariano, cosa serve sapere

Negli ultimi anni, chi per scelte etiche e chi per scelte salutistiche, abbiamo assistito ad un incremento di vegani e vegetariani in Italia. Su questa scia molti ristoratori hanno deciso di ampliare la propria offerta o di aprire un ristorante vegetariano

Aprire un ristorante vegetariano, l'iter burocratico

Per aprire un ristorante vegetariano l’iter burocratico da seguire è lo stesso previsto per un ristorante tradizionale:

  • Requisiti professionali per la somministrazione di alimenti e bevande (diploma Alberghiero o equivalente): avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalla regione; avere, per un periodo stabilito dal regolamento regionale di riferimento, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attività d’impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande o avere prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o in altre posizioni equivalenti o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale; essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti
  • Requisiti tecnico-sanitari della struttura (documentazione HACCP, agibilità)
  • Presentazione SCIA in Comune
  • Iscrizione al Registro delle Imprese in Camera di Commercio (Comunicazione Unica)
  • Posizione INAIL e INPS.

One Global C consiglia, al fine di dare maggiore credibilità al locale, di dotarsi anche di riconoscimenti delle associazioni che promuovono e tutelano la cultura vegetariana e/o vegana.

Aprire un ristorante vegetariano, i numeri oltre le mode

Il Rapporto Eurispes del 2019 attesta il numero complessivo di vegetariani e vegani, in totale in Italia, al 7,3% (+0,2% rispetto al 2018). Dal Rapporto Italia Eurispes emerge che tra meno di quaranta anni un italiano su due sarà vegetariano

In quest’ottica in cui i vegetariani sono in aumento, i gestori dei ristoranti stanno cominciando a rendersi conto del fatto che consumare velocemente un pasto fuori casa per un vegetariano, come può accadere in pausa pranzo, si trasforma spesso nel doversi accontentare di mangiare quasi sempre un panino con la verdura o un piatto di verdure grigliate (il sempreverde dei ristoratori italiani), lasciando poche possibilità di scelta al povero malcapitato. 

Sta diventando necessario dunque prendere in considerazione una fascia di consumatori che ricerca piatti alternativi, saporiti e sani senza eccedere in carboidrati o ripiegare sulle solite verdure grigliate. Non solo, negli ultimi anni a causa della globalizzazione stiamo assistendo ad una crescente offerta di prodotti ortofrutticoli variegati e multietnici. Questa situazione ha creato un parterre di clienti curiosi e aperti a provare nuovi gusti e sapori, non solo tra i vegetariani ma in generale tra gli onnivori.

Per prevedere l’investimento d’apertura e i costi per aprire un ristorante vegetariano, per conoscere le attrezzature e gli impianti necessari e per progettare al meglio la gestione di un ristorante vegetariano, contattaci per una bozza di progetto e un preventivo gratuiti.

Aprire una pasticceria senza glutine, mode e consigli

Da qualche anno ormai il mercato sta rispondendo alla crescente richiesta di prodotti senza glutine che, dopo aver conquistato gli scaffali dei supermercati, sono sbarcati nei ristoranti, nei bar e nelle pasticcerie. Per alcuni è una moda ma per altri è un’esigenza vitale. Ma partiamo dalle basi per aprire una pasticceria senza glutine.

Celiachia e prodotti senza glutine

Chiariamo innanzitutto che la celiachia è un’intolleranza permanente al glutine e non di passaggio; è quindi obbligatorio eliminarlo dalla propria alimentazione se si è celiaci.

Il glutine è una proteina che è presente nel frumento, nella segale, nel farro, nella spelta, nel triticale, nel kamut, nel grano greco e nel seitan. Un alimento per poter essere definito gluten free non deve contenere più di 20 ppm (20 mg/ Kg) di glutine.

In Italia il Ministero della Salute stima che i celiaci, cioè quelli allergici al glutine, siano l’1% della popolazione, cioè circa 600 mila persone, mentre in un’indagine di mercato dell’analista Nielsen, il 23% degli italiani (e cioè, 14 milioni di italiani) dichiara di avere almeno una persona intollerante in famiglia. La percezione è dunque molto lontana dalla realtà.

Il problema ad ogni modo non è solo l’astenersi dal mangiare determinati alimenti ma anche e soprattutto evitare la contaminazione. Per questo l’Associazione Italiana Celiaci (Aic) ha istituito una certificazione, visibile agli acquirenti tramite il marchio della “spiga barrata”, che segnala prodotti che assicurano la completa assenza di glutine, perché lavorati in ambienti privi di possibilità di contaminazione.

I consigli per aprire una pasticceria senza glutine

Aprire una pasticceria senza glutine non vuol dire solo fare attenzione a non contaminare gli alimenti, i piani di lavoro e le attrezzature, ma vuol dire proprio avere due ambienti di lavoro separati in rispetto di chi ha reazioni anche per la minima possibilità di contaminazione perché anche con una sanificazione corretta, la contaminazione potrebbe essere dietro l’angolo. In questo modo ogni cliente può pensare esclusivamente al gusto, senza preoccuparsi di controllare gli alimenti o chiedere informazioni specifiche.

Inoltre consigliamo, per aprire una pasticceria senza glutine, di tenere in considerazione le esigenze alimentari di una clientela sempre più vasta: non solo gluten free ma anche senza lattosio e vegan per gli amanti di un’alimentazione sana e più leggera per offrire una valida alternativa a questa fascia di clienti.

Rispettare tutti i parametri di produzione, dalla filiera di materie prime fino alla lavorazione in laboratorio e al confezionamento, non è banale. Per questo consigliamo di contattare One Global C per avere tutte le informazioni su come aprire una pasticceria senza glutine.

Aprire un hotel di lusso

Il settore del turismo, si sa, è sempre in crescita. Gli hotel sono servizi utilizzati da chi viaggia per lavoro, per passione, piacere e sono luoghi di fughe romantiche. Un sempreverde insomma.

Aprire un hotel di lusso, i primi passi

Aprire un hotel di lusso può risultare un’impresa. Ma se ci si rivolge a dei professionisti, l’impresa può diventare indolore.

Il primo passo è pianificare adeguatamente obiettivi e risorse necessarie. Il secondo è quello di creare un piano pluriennale, un business plan e un business model per valutare rischi e punti di forza dell’aprire un hotel di lusso. Fondamentale dunque è il decidere qual è l’investimento iniziale con il quale partire. È chiaro che se si vuole aprire un hotel di lusso, le risorse disponibili devono essere adeguate all’obiettivo.

Una cosa fondamentale è scegliere una location adeguata, che può richiedere tutte le autorizzazioni, i requisiti igienico-sanitari e che sia a norma. Senza sottovalutare l’iter burocratico: aprire una P.IVA (se necessario costituire una società), iscriversi al Registro delle Imprese, all’INAIL e all’INPS, ottenere i certificati ASL e la dichiarazione di inizio attività.

Ma dove aprire un hotel di lusso? Potete scegliere una zona turistica, un centro città, una località di mare, di montagna o sciistica oppure potreste orientarvi su un borgo; l’importante è chiedersi quali sono le esigenze della zona o essere bravi a creare un determinato bisogno.

Arriviamo ai costi. È chiaro che per un’attività di questo tipo, i costi sono abbastanza importanti e dipendono da: metratura, numero di stanze, servizi, zona scelta, arredamento, forniture e utenze, apparecchiature, iter burocratico, personale e così via. Inoltre aprire un hotel di lusso richiede la necessità di rispettare degli standard molto alti e che, quindi, richiedono maggiori attenzioni economiche.

Hotel lusso One Global C

Le stelle per aprire un hotel di lusso

Quali sono i parametri per l’assegnazione delle stelle per aprire un hotel di lusso? Vediamoli insieme: 

  • Minimo 7 camere
  • Metratura camere doppie di almeno 20 mq e camere singole minimo 12 mq (per ogni letto aggiuntivo, 6 mq in più)
  • Disponibilità di camere suite
  • Bagno minimo di 6 mq
  • In camera obbligatori sgabello o ripiano per i bagagli, poltrona, TV satellitare, telefono esterno/interno, frigo-bar, cassetta di sicurezza, bollitore
  • In bagno obbligatori chiamata d’emergenza, un accappatoio, asciugamani e teli bagno ad personam, prodotti per l’igiene personale, cestino rifiuti, sacchetti igienici e phon
  • Reception attiva 24/24
  • Staff che parla 3 lingue
  • Portiere notturno
  • Servizio di trasporto bagagli 
  • Servizio di custodia bagagli 
  • Servizio bar 16/24
  • Servizio in camera 24/24
  • Parcheggio custodito 24/24
  • Pulizie camere e cambio biancheria una volta al giorno
  • Riassetto pomeridiano
  • Lavaggio e stiratura della biancheria con consegna in giornata
  • Fax, fotocopiatrici, Wi-Fi gratuiti
  • Nelle zone comuni sono obbligatori sala ristorante, bar, area soggiorno/lettura/svago, sala colazione, sala riunioni, guardaroba, servizi igienici, ascensori, montacarichi, riscaldamento e condizionamento in tutto l’albergo, personale sempre in divisa.
Se l’idea di aprire un hotel di lusso ti alletta, contattaci per ricevere il preventivo e la bozza di progetto in via gratuita.
Hotel lusso con One Global C

Aprire un ristorante senza esperienza

Aprire un ristorante senza esperienza è possibile? I consigli, gli errori più comuni e le idee che stanno alla base di questa convinzione.

Aprire un ristorante senza esperienza, è possibile?

Aprire un ristorante senza esperienza potrebbe risultare un passo falso ma se ci si affida a professionisti del settore per la gestione della sala e della cucina e ad aziende esperte per la realizzazione del locale, si possono avere ottimi esiti. Avviare un’attività del genere non è un hobby ma un vero e proprio business con i rischi legati all’avvio di un’impresa complessa come un ristorante.

Ti metteresti mai alla guida di un aeroplano solo perché sei bravissimo con un gioco di simulazione aerea? Converrai che sarebbe una follia. Ma, osservare e studiare qualcuno di esperto che lo fa al posto tuo, è qualcosa di altamente realizzabile.

Per aprire un ristorante senza esperienza è necessario partire con idee precise e chiare sul da farsi: ci sono pratiche burocratiche da adempiere (titolo abilitante, apertura della P. Iva alla Agenzia delle Entrate, iscrizione all’INPS e all’INAIL, Segnalazione Certificata di Inizio Attività – SCIA, iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, requisiti strutturali del locale, piano HACCP), si richiede una buona somma di partenza per la costituzione giuridica della società, per gli arredamenti, gli elettrodomestici, la cucina e l’attrezzatura varia. Infine sono da tenere in considerazione i costi di una ristrutturazione se il locale ne avesse il bisogno. A tutto questo si sommano le spese fisse una volta avviata l’attività (affitto, stipendi, tasse, materie prime, marketing).

Aprire un ristorante senza esperienza e la questione marketing

Per aprire un ristorante senza esperienza, bisogna ricordarsi che non basta saper cucinare per i propri amici o per la propria famiglia, non basta neanche aver compiuto qualche anno di mansione come cameriere o aiuto cuoco.

Avviare un ristorante necessita uno spirito imprenditoriale o che ci sia qualcuno che gestisca l’attività al posto tuo e che abbia questa forma mentis. Nella parte della realizzazione del locale, come dicevamo, è necessario affidarsi ad aziende esperte che possano distribuire bene i flussi di lavoro per arrivare ad un layout funzionale e funzionante.

Infine, una carta vincente dopo aver realizzato il ristorante dei tuoi sogni, è il marketing della ristorazione.

Se costruissimo, ad esempio, un e-commerce bellissimo, ben fatto sia graficamente che nei suoi contenuti testuali ma nessuno saprebbe che quel sito esiste, come potrebbe vendere i suoi prodotti seppur di altissima qualità? Con la ristorazione accade lo stesso. Puoi avere un locale di design, utilizzare materie prime di alto livello, con attrezzature più avanzate in cucina e assumere uno degli chef più quotati sul mercato, ma se nessuno sa chi sei, dove sei, cosa fai e quale sia la tua identità differenziante, aprire un ristorante sarebbe comunque uno sperpero di soldi.

Tutto questo elenco, questa sfilza di motivazioni, non servono a dissuaderti dal realizzare un tuo sogno, non è questo il nostro intento ma quello di farti compiere scelte consapevoli, studiate e ponderate.

Se vuoi aprire un tuo ristorante, se vuoi avviare un’attività ristorativa, contattaci per essere seguito dalla A alla Z, One Global cura l’intero processo, dall’idea al concept del tuo ristorante. La nostra strategia è quella di seguirti in tutto il progetto, passo dopo passo, sia nell’apertura del ristorante o nella ristrutturazione di uno già esistente, sia nel web marketing.

Aprire una pasticceria: dall'idea alla realizzazione

Aprire una pasticceria, come l’avvio di una qualsiasi attività, può risultare ostico se non si ha a che fare con un’azienda specializzata che si possa occupare di tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione. 

Aprire una pasticceria, la fase di formazione

È importante non dimenticarsi che, nel mondo del Food & Pastry, la formazione è fondamentale (anche se non obbligatoria) perché incide fortemente sul business. Formarsi, fare esperienza in vari laboratori per carpire i segreti del mestiere prima di aprire una pasticceria e rimanere sempre aggiornati, darà i suoi buoni frutti. 

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un boom di iscrizioni presso accademie e scuole di cucina. E il trend per l’attività formativa nel mondo della pasticceria è in forte crescita poiché si è assistito, nel corso del tempo, ad un’evoluzione del trasferimento del know how dal vecchio modello “da padre in figlio” al nuovo “dal maestro-consulente all’aspirante pasticciere”. Ad oggi, anche se non provieni da una famiglia di pasticcieri, puoi avere la possibilità di accedere ad una formazione di livello. 

È molto importante, in questa ottica, avvicinarsi a realtà formative che permettano, dopo l’apprendimento teorico-pratico, di svolgere uno stage presso laboratori o pasticcerie per affinare la propria manualità ed imparare anche sul campo.

C’è la volontà infatti, da parte di questo antico mestiere, di trasferire il più possibile il know how per arricchire il settore. Stiamo assistendo ad un fenomeno di globalizzazione anche nella pasticceria che permette a chiunque di accedere alla formazione. 
Il settore Food & Pastry è in costante aumento anche in termini di ricerca online, di apertura di nuove attività e non per ultimo di programmi televisivi dedicati al food. 

Sulla scia di questa tendenza, le richieste per aprire una pasticceria sono aumentate notevolmente.

Aprire una pasticceria, la fase di progettazione

Se la tua intenzione è davvero quella di aprire una pasticceria, solo allora potrai rivolgerti ad un’azienda specializzata per farti seguire passo passo dalla progettazione alla realizzazione del tuo locale.

Nella fase di progettazione è molto importante avere la visione d’insieme tra laboratorio e punto vendita. È fondamentale comprendere qual è il servizio che il pasticciere vuole vendere e su che prodotto, nel particolare, vuole puntare. Se ad esempio vuole puntare sul cioccolato, dovrà allestire le vetrine per il prodotto di riferimento e dovrà tenere in considerazione gli spazi disponibili. 

Sarà importantissimo che il pasticciere trasferisca l’intento del proprio servizio all’azienda specializzata che si occuperà della progettazione. Il rischio potrebbe essere trovarsi con un allocamento errato delle attrezzature di laboratorio e degli arredi dedicati alla vendita, con una perdita di tempo e denaro notevoli. 

Infine, chi si occuperà di tutte queste fasi, potrà valutare l’inserimento di attività connesse come la caffetteria o la gelateria. Sempre considerando location e spazi.

Aprire una pasticceria, la fase di realizzazione

Siamo arrivati alla fase di realizzazione per aprire una pasticceria

Come abbiamo detto, è importante avvalersi di aziende che pongano l’attenzione alla fasi di creazione di spazi funzionali e dinamici per lavorare al meglio durante i carichi di lavoro. Che scelgano un arredamento dal design innovativo, di tendenza e con possibilità di personalizzazione. 

Last but not least, ricordati che una pasticceria necessita di un’attrezzatura professionale di base. È necessario avvalersi di frigoriferi, banchi refrigerati, celle frigorifere e vetrine, scegliendo i modelli più adatti in base alle dimensioni e alle caratteristiche del negozio. Gli impianti sono fondamentali, soprattutto quelli refrigeranti. In questa fase, tutto ciò che era previsto dalla pianta viene tradotto in realtà. 

One Global realizza il concept personale e cura ogni aspetto di queste fasi: la realizzazione del brand della tua attività, l’immagine coordinata, il sito web, i social e gli eventi dedicati al tuo marchio. Contattaci qui per una bozza di progetto e un preventivo gratuitamente.